Due cosette, che noi sappiamo già benissimo
Pino Cabras fa notare che non è stato posto alcuna sanzione all’Isis: lo Stato Islamico guadagnerebbe circa 3 milioni di dollari al giorno grazie al petrolio che, passando per la Turchia, arriva all’Occidente. Perché i terroristi smerciano il petrolio così liberamente? E come mai i patrimoni degli oligarchi dell’organizzazione terroristica non sono stati congelati? E ancora. perché questi non vengono denunciati alla Corte penale internazionale? Si chiede Cabras, che ipotizza: “Forse perché un processo risulterebbe compromettente per gli eminenti oligarchi statunitensi fotografati in compagnia di Al Baghdadi?”. Abu Bakr al-Baghdadi compare nella lista dei terroristi già dal 2011, eppure McCain lo incontrò, scrive Cabras. Ovviamenti sui “giornaloni” di questo non v’è traccia.
Scrive Cabras: “più passano le ore e più la pretesa di Obama di intervenire in Siria contro l’ISIS non appare ai danni dell’ISIS ma della Siria: un modo per aggirare i mille ostacoli che gli si erano frapposti rispetto a un implacabile obiettivo di vecchia data: conquistare Damasco, o almeno seminarvi il Caos”. E conclude il giornalista: “A questo serviva lo spettacolo hollywoodiano e grandguignolesco imbastito intorno alla testa del giornalista americano in tuta arancione”.
Isis CIA: la rivelazione dell’ex agente
L’ex collaboratore della CIA Steven Kelley ha detto che l’ISIS è un nemico totalmente creato e finanziato dagli Stati Uniti. “E’ un nemico completamente creato”, ha detto Kelley in un’intervista a Press TV da Anaheim, in California.
“I finanziamenti arrivano dagli Stati Uniti e dai suoi alleati e il fatto che le persone pensino che questo sia un nemico che deve essere attaccato in Siria o in Iraq è una farsa, dato che è chiaramente qualcosa che abbiamo creato, controlliamo, e solo ora è diventato svantaggioso attaccare questo gruppo come un nemico legittimo”, ha aggiunto l’ex agente della CIA.
Le parole di Kelley arrivano in un momento in cui il presidente degli Stati Uniti Barack Obama cerca l’approvazione del Congresso prima di estendere la campagna aerea americana su obiettivi Isis in Iraq e Siria. Il Pentagono ha lanciato finora circa cento raid su obiettivi Isis nel nord dell’Iraq da quando è stato autorizzato l’uso della forza a inizio agosto.
“Se vuoi risolvere il problema alla radice e rimuovere questa organizzazione occorre togliere i finanziamenti e occuparsi delle entità responsabili della creazione di questo gruppo. Credo che il gruppo probabilmente andrebbe via, sarebbe sconfitto dalle armate di Bashar Assad”, ha concluso Kelley.